lunedì 16 marzo 2009



Il peccato, questo sconosciuto

Oggi in una classe del II liceo classico, introducendo l'argomento "la percezione del 'peccato' tra i giovani" e, partendo da una simulazione biblica dell'episodio di Caino ed Abele fatta in un'altra classe, ho chiesto agli alunni di scegliere tra le seguenti opzioni, scrivendo un commento :
  • Errare humanum est.
  • Tutto ciò che è umano non è da considerarsi peccato.
  • Cosa c'entra Dio con la vita dell'uomo.

Può tornare utile la lettura dell'editoriale che si trova su: www.korazym.org

domenica 15 marzo 2009


"Le tue, Signore, sono parole di vita eterna.
Le leggi del Signore sono perfette: risollevano l’anima.
I Suoi verdetti sono sicuri: danno saggezza ai semplici.
I Suoi ordini sono giusti: riempiono di gioia il CUORE.
I suoi comandamenti sono limpidi: illuminano gli occhi.
L’amore di Dio è puro: dura per sempre.
I giudizi del Signore sono fedeli e SINCERI: sempre giusti.
Le sue parole sono più preziose dell’oro: e più dolci del miele !"
Sal 18, 8-11

Scuola, CdM approva Regolamento sulla valutazione:
voti numerici in tutte le materie e
nuovi criteri attribuzione voto condotta.

sabato 14 marzo 2009


Sorridi sempre, anche se è un sorriso triste, perché più triste di un sorriso triste c'è la tristezza di non saper sorridere.
Jim Morrison



Vivo per lei

Vivo per lei perché oramai io non ho altra via d'uscita perché la musica lo sai davvero non l'ho mai tradita, vivo per lei perché mi da pause e note in libertà, ci fosse un'altra vita la vivo, la vivo per lei

"La musica è la miglior medicina dell’anima... può donare delle ali ai vostri pensieri e illuminare la vostra anima di una luce eterna". Platone

venerdì 13 marzo 2009


I giovani? Più look che rock
«Oggi è troppo importante es­sere famosi, quarant’anni fa era decisivo diventare buoni musicisti. Industria e tv condizionano in modo negativo i giovani. Ma dopo che co­struendosi un’immagine patinata si è pas­sati davanti alle telecamere, cosa rimane se non si è studiato? »
Ian Gillan di suc­cesso nel rock ne sa assai. Sono infatti pas­sati quarant’anni esatti dal suo ingresso negli storici Deep Purple, di cui è stato la voce per i dischi migliori, titoli impre­scindibili come Machine Head, Fireball, In rock. Ed ancora oggi, dietro un’ineffa­bile aria da gentiluomo inglese di 64 an­ni, Gillan è protagonista sulla scena mon­diale. Nella band e con i suoi progetti so­listi: l’ultimo dei quali, One eye to Moroc­co, uscirà venerdì prossimo tra rock, blues e soul, con un paio di nuove perle ( It would be nice, Better days). Intanto però l’artista non le manda a dire, alle nuove generazioni che dal passato prendono spesso solo un look da ribelli. "Anche noi volevamo ribellarci: ma sapendo che i cambiamenti nascono da basi solide. Van­dalizzando la storia non c’è futuro.
fonte: Avvenire del 01/03/2009


«È chiaro che la moltiplicazione dei partiti a tutta prima lusinga la vanità degli imbecilli. Dona loro l'illusione di scegliere.»

Georges Bernanos


Così risorgeremo!

«Dio nella sua onnipo­tenza restituirà defini­tivamente la vita in­corruttibile ai nostri corpi riunen­doli alle nostre anime, in forza del­la risurrezione di Gesù». Così il Ca­techismo della Chiesa Cattolica ri­badisce la verità dogmatica della ri­surrezione della carne.
Adrea Galli su Avvenire del 13 Marzo 2009 espone le opinioni di alcuni teologi sulle sem­bianze e le qualità dei nostri corpi risorti.

"Non molesterai il forestiero
né lo opprimerai

perché voi siete stati forestieri
in terra di Egitto”

(Esodo, 22,20)

".... Noi missionari/e sentiamo il dovere di reagire e protestare contro la strage in atto nel Mediterraneo e le leggi razziste contro gli immigrati che arrivano sulle nostre coste. È una tragedia questa, che non ci può lasciare indifferenti: migliaia e migliaia di africani che tentano di attraversare il Mare nostrum per arrivare nell’agognato "Eden". Un viaggio che spesso si conclude tragicamente. Dal 2002 al 2008 sono morti, in maggioranza scomparsi in mare, 42 mila persone, secondo la ricerca condotta a Lampedusa da Giampaolo Visetti, giornalista di La Repubblica. Trecento persone al giorno! Il più grande massacro europeo dopo la II Guerra Mondiale che si consuma sotto i nostri occhi..."
"A volte si ha l’impressione di essere sommersi dal male.
E che anche le denunce servano a poco,
perché le stesse parole sembrano svuotate di significato.
Ma guai a rinunciare a “sognare”.

Genevieve Makaping

La storiella raccontatami da Buddha

Vi propongo dom Hélder Câmara,
Arcivescovo di Olinda e Recife dal 1964 al 1985, morto nell’agosto 1999, era nato il 7 febbraio 1909.
Papa Giovanni Paolo II, durante la visita a Recife, lo abbracciò dicendo: "Fratello dei poveri, fratello mio".
E' riconosciuto come uno delle più grandi figure del cattolicesimo del '900. Il Sunday times lo ha definito "l'uomo più influente dell'America Latina dopo Fidel Castro". Scomparso il 27 agosto 1999.
Di sè' ha detto: "Quando do da mangiare a un povero tutti mi chiamano santo; ma quando chiedo perchè i poveri non hanno cibo, allora mi chiamano comunista".
In occasione del centenario della sua nascita “ci invia” un messaggio dal paradiso.
che potete trovare in: www.nigrizia.it/doc.asp?ID=11786

"In un mercato dell’India, una donna stava rovistando tra gli scarti di frutta e verdura, come se stesse cercando qualcosa. Alcuni le si avvicinarono e le chiesero: «Cosa cerchi?». E lei: «Un ago». Qualcuno fu lì lì per dirle che non c’era bisogno di dannarsi l’anima per un oggetto di così scarso valore. Ma quando lei spiegò che si trattava di un ago d’oro, molti altri si unirono alla ricerca. Ma dell’ago neppure l’ombra. A un certo punto, un uomo le chiese: «Non ricordi il posto esatto in cui l’hai smarrito?». E lei: «A dire il vero, non l’ho perso qui al mercato, ma a casa». Facile immaginare l’indignazione di tutti: «A casa? E allora perché vieni a cercarlo qui?». La donna replicò: «Sto facendo esattamente quello che fate voi: cercate la felicità nelle cose esteriori, pur sapendo che si può trovare solo nella vita interiore".

La crisi del dio-mercato
di Frei Betto

"Per definire il capitalismo oggi si ricorre spesso al concetto di liberismo. Ma cosa significa? L’essenza del capitalismo sta nel progressivo accumulo del capitale in mani private. I beni non hanno tanto un valore d’uso, quanto un valore di scambio; non servono per vivere, ma per essere venduti. Nel capitalismo il denaro — un’astrazione del valore — sulla scala dei valori viene prima dei diritti e bisogni delle persone ...".
Provocazione!

Cari fratelli voglio presentarmi, sono la realtà di questo mondo e sono venuta a voi perché vi rendiate conto di dove vivete, perché, per quanto vedo, avete gli occhi un po’ chiusi, e forse non vi rendete conto che....

Questa nostra società privilegia i forti, coloro che hanno possibilità, gli svegli, i ricchi, i potenti e lascia da parte coloro che non sono così o non possono stare al passo con essi.

Privilegia il titolo più che la persona, ciò che uno possiede e non ciò che è.

In tale situazione il fratello è praticamente inutile. Non è preparato come i professionisti, non sa tutto come i saggi, non ha i soldi dei ricchi, e la forza dei potenti e del suo titolo a nessuno importa; inoltre gli chiedono quando ti ordineranno?

Si dice che l’unica cosa che possiede un fratello è la sua fraternità, la sua capacità di essere fratello di ogni persona che incontra sul suo cammino. Dicono anche che questa fraternità non è sua, ma gli viene dal suo incontro con un Dio.

Inoltre il dono di questo Dio non è per uno solamente, ma si deve condividere con gli altri, e questo, scusate, non si addice ad uno stile di vita capitalista, neoliberale e globalizzato. In questo modo mai potrà diventare ricco.

A proposito di ricchi... Si dice che il fratello abbia fatto voto di povertà, castità e obbedienza. E perché?

Il meglio di questa vita è aver soldi per possedere tutto, per fare ciò che uno vuole.

Casto, quando la cosa più divertente di questo mondo è poter divertirsi con tutte.

E obbediente? Obbedire ad altri? A un Dio che non si vede? Permettetemi. Io. Solo io so quando, come e perché devo fare ciò che faccio. Non dipendo da nessuno!

Poniti bene in testa che la fraternità è ciò che questo mondo diviso e minacciato non vuole, perché essa porrebbe in discussione la sua stessa maniera d’essere e di vivere la vita. Vivere una utopia come quella della fraternità non riempie di certo la pancia e inoltre, come utopia, non può essere condivisa e intesa da tutti.

Ciò che vale sono i soldi, i titoli, il potere; questo tutto il mondo desidera avere.

Il fratello, perciò, è inutile.

Dimmi a che serve il fratello !?

Fratel Marco Binaghi
da http://www.giovaniemissione.it/spiritualita/mansfide01.htm

giovedì 12 marzo 2009


"Dimmi, e io dimentico. Mostrami, e io ricordo. Coinvolgimi e io imparo"
(Benjamin Franklin)

martedì 10 marzo 2009


Una lezione per liceali stravolti!!!!!!
Cosa bisogna inventarsi per attrarre l'attenzione degli alunni!
Questa mattina alle 10 faccio irruzione in classe, ostentando gioia e spontaneità, alla vista di volti smorti, tesi per le prossime tre ore di lezione (Latino, Storia e Filosofia), quasi tutti intenti a sfogliare le pagine di un testo scolastico per carpire qualche paragrafo da "mandare in memoria".

Alcuni docenti hanno deciso di interrogare a tappeto.
Per gli alunni, oggi, una vera tragedia quella messa in atto da alcune proff. senza cuore!
Timidamente e fingendo di non sapere, domando: "Come va, ragazzi?"
- E loro: "Male prof!"

- "Ho capito" - pensavo - "questi hanno ben altro a cui pensare".
Ed io che mi ero preparato fino a notte fonda - visto che siamo in Quaresima - un'articolata lezione sulla percezione del peccato nei tempi moderni!!!
Non potevo rimproverarmi di nulla; il mio dovere l' avevo fatto.
Non ci si presenta impreparati in classe!
Purtroppo in quel momento mi rendevo conto che questo non bastava. Che fare allora?
O agire d'autorità ("ragazzi, mi dispiace, qui devo fare lezione; non si deve sacrificare sempre il prof. di religione, con un'ora alla settimana, poi?!") oppure usare una strategia distensiva e coinvolgente del tipo: "ragazzi, cosa posso fare per voi?"
- E loro: "Prof, portateci fuori per 3 ore, oppure inventatevi un film da farci vedere!"
- "Un film da vedere?" - replico - "e perchè non invece un film da fare?"
Improvvisamente noto che l'attenzione di tutti si volge verso di me.
- "Un film?!?" - mi chiedono.
-"Sì, un film. Io propongo il soggetto e voi lo interpretate; vediamo ... cosa potrebbe proporre un prof di religione?"
- "Cristo" propone uno;
- "il diavolo" fa un altro;
- "no, la pace", "la libertà", " la tentazione"... aggiungono altri.
- "IL PECCATO" - esclama una fanciulla.
- "Miracolo!" ripeto fra me e me.
- "Ok, ragazzi, io direi di fare "il peccato nella Bibbia", oppure "La percezione del peccato oggi".
- "Sì, quello di Adamo ed Eva!" - suggerisce un ragazzo;
-"Ma no, quello di Caino" propone un'altra.
Alla fine ci si accorda per il primo, magari per l'altro si penserà in un prossimo incontro. Intanto si scelgono gli attori: tre maschi, gli unici presenti in una classe di donne, che dovranno interpretare Dio, Caino e Abele.
Dopo 3 minuti di preparazione del canovaccio, qualcuno pronuncia il ciak si gira.
Com'è andata? Beh, pensavo che sarebbe finita in barzelletta, invece .... l'espediente l'ho trovato interessante. Abele non ha fatto granchè, il fratricidio si è consumato dietro la lavagna.
L'attenzione era concentrata sul botta e risposta tra Dio e Caino.
Dall'improvvisazione è emerso pressapoco questo:
Più che un giudice, Dio sembrava uno sbirro preoccupato di cavar la verità da Caino; quest'ultimo invece appariva privo di tormento, infastidito e con un'aria sfuggente, come a voler dire: "Cosa c'entri tu, Dio, negli affari di famiglia? Dove sia andato mio fratello, non ne so nulla!"
A conclusione della fiction mi è sembrato opportuno sottolineare come il finale esprima la metafora dei tempi moderni, che vuole estraniare Dio alle vicende umane, considerato dall'uomo d'oggi un controllore, un prevaricatore della privacy e oppressore della libertà dell'uomo; insomma un grande fratello ante litteram.
Non si può non riconoscere che il senso del peccato, nel nostro mondo, si è notevolmente affievolito, per non dire che è totalmente scomparso.
"Nel diciannovesimo secolo il problema era che Dio è morto; nel ventesimo secolo il problema è che l'uomo è morto". (Erich Fromm)




Beato il cuore

Beato il cuore che fa spazio a tutti dentro di sé

e trova sempre al suo interno
un angolino libero per l'ultimo che arriva.
Beato il cuore che non riesce a chiamare estraneo
anche il più diverso, ma vive l'accoglienza come legge
fondamentale, perché questo è il Vangelo.
Beato il cuore che vive un continuo "Eccomi" agli altri,
a Dio e a stesso: crescerà fino alla pienezza.
Beato il cuore che si fa solidale nella verità con tutti e ciascuno,
in ogni situazione, nella buona e nella cattiva salute:
sarà artefice della civiltà dell'amore.
Beato il cuore che non è gonfio di sé,
non si vanta, non manca di rispetto:
sarà beato perché perdendo se stesso si ritrova.
Beato il cuore che si compiace della verità, della giustizia
e della purezza: sarà specchio di Dio e città sul monte.
Beato il cuore che si lascia compromettere dalla sofferenza degli altri
ed offre solidarietà, asilo, speranza:
realizzerà l'unità dei fratelli.
Beato il cuore che non conosce il colore della pelle o la diversità delle lingue,
ma solo il linguaggio degli occhi, del sorriso,
del volto e della luce di Dio: sarà rigeneratore di speranza.
Beato il cuore che vive l'attenzione agli altri, la generosità,
l'autenticità della vita e una presenza operosa:
sarà costruttore del Regno di Dio.
Beato il cuore mite e umile, perché sarà una nuova incarnazione
del Cuore di Cristo.
fonte: www.qumran2.net/ritagli

lunedì 9 marzo 2009


Il papa in Campidoglio
Roma sia città di accoglienza

"... In effetti, quanto più maturerà in ciascun cittadino la coscienza di sentirsi responsabile in prima persona della vita e del futuro degli abitanti della nostra Città, tanto più crescerà la fiducia di poter superare le difficoltà del momento presente...".



Don Giuseppe Puglisi






"Dio ha detto: non uccidere!
L'uomo, qualsiasi agglomerazione
umana o la mafia, 







non può calpestare
questo diritto santissimo di Dio.







 Nel nome di questo Cristo
crocifisso e risorto,
di questo Cristo che è vita,
lo dico ai responsabili,
lo dico ai responsabili: 










convertitevi! Per amore di Dio.
Mafiosi convertitevi. 







Un giorno verrà il giudizio di Dio
e dovrete rendere conto delle vostre malefatte". 



(Giovanni Paolo II, Agrigento 9 maggio 1993)
 

Ma voi chi dite che io sia? Mc 8,29
"È la domanda fondamentale del vangelo. Non fermarti a quello che dicono o pensano gli altri… La domanda è fatta a te e da te richiede una risposta.
Chi sono io per te?
Cosa significo per la tua vita?
Sono il tuo desiderio e il tuo mistero (= ricchezza) assoluto? Il tesoro?
Ti lasci mettere in discus­sione da me?
Sei disposto a seguirmi, per stare (= abitare, dimorare) sempre con me:
- così come sono,
- anche quando sarò con te là dove tu non pensavi,
- anche quando ti salverò come non credevi,
- e mi scoprirai come non mi conoscevi?"

Steve Biko
"Potete spegnere
una candela
ma non potete spegnere
un fuoco..."
"La società dei bianchi ha un debito così enorme verso i neri che nessuno dei suoi appartenenti può attendersi di sfuggire alla condanna generale che obbligatoriamente sarà pronunciata dal mondo nero".

domenica 8 marzo 2009


Meditazione di Madre Teresa

in ospedale (19 giugno 1983)

Che dite che io sia ? (Mt 16,15)

Chi è Gesù per me?

Gesù è ilVerbo fatto uomo.

Geù è il pane della vita.

Gesù è la vittima offerta

per i nostri peccati sulla croce.

Gesù è il sacrificio offerto per i miei

e per i peccati del mondo.

Gesù è la parola che va proclamata.

Gesù è la verità, che deve essere narrata.

Gesù è la vita, che deve essere percorsa.

Gesù è la luce, che deve essere fatta splendere.

Gesù e’ la vita, che deve essere vissuta.

Gesù è l’amore, che deve essere amato.

Gesù è la gioia, che deve essere condivisa.

Gesù è il sacrificio, che deve essere offerto.

Gesù è la pace, che deve essere data.

Gesù è il pane della vita, che deve essere mangiato.

Gesù è l’affamato, che deve essere nutrito.

Gesù è l’assetato, che deve essere dissetato.

Gesù è l’ignudo, che deve essere rivestito.

Gesù è il senza tetto, che deve essere ospitato.

Gesù è il malato, che deve essere sanato.

Gesù è l’uomo solo, che deve essere consolato.

Gesù è il non voluto, che deve essere voluto. Gesù è il lebbroso, che deve essere lavato nelle sue ferite.

Gesù è il mendicante, che deve essere gratificato di un sorriso.

Gesù è l’ubriaco, che bisogna ascoltare .

Gesù è il malato di mente che bisogna proteggere.

Gesù è il piccolo che bisogna abbracciare.

Gesù è il cieco, che bisogna guidare.

Gesù è il muto, cui bisogna parlare.

Gesù è lo zoppo, con cui bisogna camminare.

Gesù è il drogato, che bisogna aiutare.

Gesù è la prostituta, da sottrarre al pericolo e da sostenere.

Gesù è il prigioniero, che bisogna visitare.

Gesù è il vecchio, che deve essere servito.

Per me

Gesù è il mio Dio

Gesù è il mio sposo

Gesù è la mia vita

Gesù è il mio solo amore

Gesù è il mio tutto di tutto.

La mia pienezza.

Gesù ,

ecco chi amo con tutto il cuore,

con tutto il mio essere.

Gli ho dato tutto,

persino i miei peccati.

E lui m’ha sposata a se stesso.

In tenerezza e amore.

Ora e per la vita.

Sono al sposa del mio sposo crocifisso.

Amen.


SERVIRE L'UOMO

"Si serve l’uomo nella sua totalità o non lo si serve per nulla. E se l’uomo ha bisogno di pane e di giustizia – e si deve fare quanto occorre per soddisfare questo bisogno – ha anche bisogno della bellezza pura, che è il pane del suo cuore. Il resto non è serio". A. Camus

A tutte le donne
Nel blog di Luigi Accattoli ho trovato questo appunto.
BEATE VOI CHE PIANGETE
“Una donna piange 47 volte all’anno, mentre un uomo solamente sette”: l’ho letto tre settimane addietro su Avvenire in uno speciale dell’inserto domenicale Agorà intitolato “Il segreto delle lacrime”. Lo dedico con un bacio alle donne del blog e l’accompagno con questa battuta di papa Wojtyla: “Appartiene al genio della donna anche il piangere”. Lo disse l’8 maggio 1994 dalla finestra del Gemelli. Nel film di Sidney Lumet Un’estranea tra noi (1992), ci sono queste due battute di una fidanzata, simili a quella del papa: “Dio conta le lacrime delle donne” e “Le donne capiscono il mondo meglio degli uomini e per questo piangono più spesso”. Il titolo del post riassume tutti questi spunti con riferimento a Luca 6, 21.

venerdì 6 marzo 2009


IL DESERTO
Sono vignette sempre molto originali di don Berti. Ve le propongo volentieri.
A cosa serve il voto in condotta
Se si pensa di sconfiggere o anche solo limitare il bullismo con il voto in condotta ci si illude. I comportamenti devianti dei ragazzi si combattono con l’attenzione, la disponibilità e una forte specializzazione didattica.

Dal Ministero continuano ad arrivare segnali, che non fanno altro che generare confusione nelle scuole e tra gli alunni; mi riferisco al provvedimento sulla valutazione della condotta. Per favore, togliamo il voto incondotta o, semmai, sostituiamolo con un giudizio. Facciamo meno danni alla "persona", alla pedagogia e ...a noi docenti!

lunedì 2 marzo 2009

Liturgia

sul sito: http://www.gliscritti.it/realizzato da Fiorenza Cavina un calendario liturgico completo.
Si puo' accedere agli appropriati testi biblici e liturgici cliccando sul giorno corrispondente.