Trovo interessante e proponibile ai fini della comunicazione didattica l'iniziativa di SHARE/leonardo.fiandaca , visto anche il larghissimo uso che gli alunni fanno di Internet rispetto al libro di testo, specie nelle scuole superiori. Sul suo sito ho preso l'articolo seguente.
Città del Vaticano (AsiaNews) – La Shoah rimane un monito contro la potenza del male e contro ogni oblio e negazionismo. L’ha detto oggi Benedetto XVI che ha espresso la sua “piena e indiscutibile solidarietà” ai “fratelli” ebrei. Il Papa, che ha anche ricordato la sua visita ad Auschwitz, ha pure fatto riferimento alla revoca della scomunica ai vescovi lefebvriani ai quali ha chiesto l’impegno a riconoscere il Concilio Vaticano II.
“Mentre – ha detto - rinnovo con affetto l'espressione della mia piena e indiscutibile solidarieta' con i nostri fratelli destinatari della Prima Alleanza, auspico che la memoria della Shoah induca l'umanità a riflettere sulla imprevedibile potenza del male quando conquista il cuore dell'uomo”. La Shoah, ha aggiunto, deve essere “per tutti monito contro l'oblio, la negazione o il riduzionismo, perché la violenza fatta contro un solo essere umano è violenza contro tutti”.
Le parole di Benedetto XVI appaiono una risposta alle polemiche sollevate dalle posizioni di uno dei vescovi tradizionalisti, mons. Richard Williamson, il quale nega l’esistenza delle camere a gas e riduce l’Olocausto alla uccisione di 300mila ebrei. Esse, peraltro, giungono nel giorno in cui il Gran Rabbinato di Israele ha deciso – a quanto riferisce il Jerusalem Post - di rompere a tempo indefinito le relazioni con il Vaticano, proprio a seguito della revoca della scomunica al vescovo lefebvriano negazionista. Il Gran Rabbinato ha anche cancellato un incontro con la Commissione vaticana per i rapporti con l'ebraismo, in programma a Roma dal 2 al 4 marzo.
martedì 24 febbraio 2009
se offrirai il pane all'affamato, se sazierai chi è digiuno, allora brillerà fra le tenebre la tua luce, la tua tenebra sarà come il meriggio.
Isaia 58,10
Una ragazza stava aspettando il suo volo in una sala d'attesa di un grande aeroporto. Siccome avrebbe dovuto aspettare per molto tempo, decise di comprare un libro per ammazzare il tempo. Comprò anche un pacchetto di biscotti. Si sedette nella sala VIP per stare più tranquilla. Accanto a lei c'era la sedia con i biscotti e dall'altro lato un signore che stava leggendo il giornale.
Quando cominciò a prendere il primo biscotto,anche l'uomo ne prese uno; lei si sentì indignata ma non disse nulla e continuò a leggere il suo libro.Tra lei e lei pensò: "Ma tu guarda…se solo avessi un po' più di coraggio,gli direi quattro...". Così ogni volta che lei prendeva un biscotto,l'uomo accanto a lei, senza fare un minimo cenno, ne prendeva uno anche lui. Continuarono fino a che non rimase solo un biscotto e la donna pensò: "Ah, adesso voglio proprio vedere cosa mi dice quando saranno finiti tutti…!".
L'uomo prima che lei prendesse l'ultimo biscotto lo divise a metà! "Ah, questo è troppo", pensò e cominciò a sbuffare e indignata si prese le sue cose il libro e la sua borsa e si incamminò verso l'uscita della sala d'attesa. Quando si sentì un po' meglio e la rabbia era passata, si sedette su una sedia lungo il corridoio per non attirare troppo l'attenzione e per evitare altri incontri spiacevoli. Chiuse il libro e aprì la borsa per infilarlo dentro quando, nell'aprire la borsa, vide che il pacchetto di biscotti era ancora tutto intero nel suo interno. Sentì tanta vergogna e capì solo allora che il pacchetto di biscotti uguale al suo era di quell'uomo seduto accanto a lei che però aveva diviso i suoi biscotti con lei senza sentirsi indignato, nervoso. Al contrario di lei che aveva sbuffato,ma che ora si sentiva sprofondare… (Autore ignoto)
CITTA’ DEL VATICANO, venerdì, 20 febbraio 2009 (ZENIT.org).- Intervenendo questo venerdì in Vaticano al Congresso su “Le nuove frontiere delle genetica ed il rischio dell’eugenetica”, il prof. Bruno Dallapiccola ha spiegato i benefici e i rischi delle diagnosi genetiche.
Nel suo intervento al Congresso organizzato in occasione della XV Assemblea generale della Pontificia Accademia per la Vita, il professore di genetica dell’Università “La Sapienza” ha precisato come non sia esattamente vero che basta avere la mappa del genoma di una persona per sapere esattamente di quali malattie sarà affetto.
La possibilità o meno di contrarre malattie dipende da molti fattori, quali eventuali errori nella replicazione e in che modo ci si relaziona con l’ambiente.
Nella conferenza stampa di presentazione del Congresso, il prof. Dallapiccola aveva ricordato che due tra i maggiori scienziati della genetica, i professori James Watson e Craig Ventre, si sono sottoposti all’analisi del loro genoma, scoprendo molti fattori di suscettibilità all’alcolismo, alle malattie coronariche, alle malattie psichiatriche e quant’altro.
“Ma questo – ha precisato il professore – non significa che i due sono particolarmente sfortunati, perchè tutti noi siamo pieni di imperfezioni a livello del genoma. Dietro alle centinaia di migliaia di variazioni del codice genetico infatti si nascondono geni che corrispondono a malattie o patologie strane, ma non è detto che queste divengano effettive”.
Per illustrare il suo punto di vista, il docente di genetica, che è anche Presidente dell’Associazione “Scienza & Vita”, ha spiegato come due gemelli pur avendo lo stesso menoma, sono due persone diverse, perché la regolazione dei loro geni è largamente legata ai fattori ambientali.
Di fronte agli enormi avanzamenti nella comprensione della genetica il prof. Dallapiccola ha confessato di “essere innamorato di questa disciplina” che però “è un arma a doppio taglio”. Per questo, ha avvertito, “dobbiamo capire esattamente i pro e i contro di questo uso”.
Secondo il docente di genetica, l’errore più grave sarebbe quello di cadere in una logica deterministica e/o riduzionista, che aprirebbe scenari sconvolgenti, con gran parte della popolazione ossessionata dalle possibili malattie che potrebbe contrarre e con un accesso indiscriminato e generalizzato alle interruzioni di gravidanza.
Dallapiccola ha raccontato che si trova quotidianamente a confrontarsi con delle famiglie terrorizzate da alcune diagnosi prenatali.
“Nell’ottanta per cento dei casi – ha raccontato il docente di genetica – certifico che certe patologie non avranno esito e che il nascituro sarà perfettamente normale”.
“La genetica è una disciplina anti-discriminatoria perché ha dimostrato che il nero ed il bianco sono esattamente identici, ma bisogna stare attenti a non farla diventare strumento di selezione eugenetica”, ha sottolineato Dallapiccola.
Il docente di genetica ha concluso esprimendo una grande ammirazione per il progresso scientifico che sta cambiando la vita e ci consente di affrontare molte patologie e malattie con maggiori possibilità di cura, ma certamente c’è bisogno di una certa prudenza perché la persona non è mai solo espressione del suo genoma.
…è veramente il bullismo l’emergenza della scuola? Non che non esistano episodi di violenza gratuita o di grave inadempienza delle regole della convivenza scolastica, per le quali è giusto che si prendano provvedimenti, ma l’emergenza della scuola è un’altra, è l’educazione. Oggi ciò che spesso un ragazzo non incontra in classe è uno sguardo positivo su di sé, qualcuno che valorizzi la sua umanità, qualcuno che si fidi della sua libertà: è questa l’emergenza, bullismo, noia, indifferenza ed estraneità sono le conseguenze di questa assenza di umanità. …è emergenza anche in quelle scuole dove tutto sembra in ordine, dove il rispetto delle regole è garantito e chi le infrange viene punito, ed anche in quelle classi dove i programmi scolastici vengono svolti senza problemi e il 90% degli studenti è promosso non con un voto politico, ma per merito. …
[Gianni Mereghetti, La vera emergenza non è il bullismo ma la disumanità – Il Giorno - Lombardia12-04-07]
Ø Sniffing e bringe drinkingØ
«Sniffare solventi e colle è un fenomeno molto più diffuso di quanto si possa pensare. Solo che è poco conosciuto, non ci si fa caso e non esistono studi sull’argomento». Riccardo Gatti, direttore del dipartimento dipendenze della Asl Città di Milano, che da 25 anni studia le droghe… Lo «sniffing», che può essere tradotto «sballo chimico», è una pratica che arriva dagli slum indiani, dall’Est europeo, dalle favelas brasiliane, dall’Africa, da tutti i Paesi più poveri. Oggi l’hanno ereditata anche i ragazzini italiani minorenni: la «droga» costa poco, è facilmente reperibile su mercato e la vendita non è soggetta ad alcuna forma di controllo. «Non credo che si tratti solo di un fatto economico. Semplicemente chi cerca lo sballo lo fa con quello che trova, sperimenta tutto. È più facile provare qualcosa che trovi al supermercato piuttosto che entrare in strani giri, soprattutto per i ragazzini. Chi sniffa solventi generalmente non fa solo quello, ma utilizza anche altre droghe». …Ma è una pratica pericolosa perché ha senza dubbi impatti sul sistema nervoso e provoca malattie a livello polmonare. …
[Cristina Marrone, «Fenomeno diffuso ma poco noto. A Milano è morto uno studente» – Corriere della Sera12-04-07]
Allarme alcol tra giovani e giovanissimi. Il 67% dei 13-15enni beve il sabato sera, di questi il 20% si ubriaca nel fine settimana. Tra gli adolescenti si diffonde, infatti, il “bringe drinking” bere per ubriacarsi sei o più bicchieri in un’unica occasione. La denuncia arriva dalla ricerca condotta nelle discoteche per il ministero della Salute dal Centro collaboratore per l’Oms per l’alcol… «In Italia il modello di consumo di alcol è per tradizione “moderato”», cioè vino durante i pasti. …«Preoccupa la maggior diffusione del consumo di alcolici tra 11-15enni, col 18,6% che dichiara di avere consumato bevande alcoliche nell’anno». Ma c’è anche la «forte crescita del consumo di alcol fuori pasto per gli adolescenti»: tra 1998 e 2006 il consumo di alcol fuori pasto tra i 14-17enni è cresciuto dal 12,6% al 20,5%. …Fattori di rischio… sono il bere fuori pasto, l’abitudine al fumo, la frequentazione di “open bar”, “happy hour” e discoteche «dove alcolpops (i cocktail pronti in bottiglia, ndr) e stuzzichini sono d’obbligo. …». …In Italia ogni anno sono circa 25 mila i decessi associati all’alcol che provoca il 44% delle cirrosi epatiche, il 19% degli incidenti, il 4% dei tumori. …
[L.Liv., Alcool, due ragazzi su dieci ubriachi nei weekend – Avvenire13-04-07]
Un contributo di S. Cicatelli per sedare gli allarmismi di molte maestre della scuola primaria:
"Da più parti viene segnalata una diffusa tendenza degli insegnanti di classe delle scuole primarie a dare di nuovo la disponibilità all’Irc dopo anni in cui l’avevano revocata lasciando spazio agli Idr specialisti. Tale tendenza è legata alle recenti misure del governo in materia di organici e organizzazione didattica (c.d. maestro unico), ma è espressione di un preoccupante atteggiamento strumentale nei confronti dell’Irc da parte degli insegnanti interessati...."