Sperimentazione e avanguardia
nell’insegnamento della religione cattolica
al Liceo classico “N. Zingarelli” di
Cerignola
Si è ripetuto anche
quest’anno, il 24 aprile scorso in una cornice festosa, il tradizionale
incontro degli alunni dell’IISS “N. Zingarelli “ di Cerignola con S. Ecc.za
Mons Felice di Molfetta.
Nel solco degli anni
precedenti i docenti di RC, in sintonia con il DS dott.ssa Giuliana Colucci e i
colleghi del consiglio di classe, hanno ideato un progetto interdisciplinare
tra teologia e letteratura
italiana sul tema “LA POESIA,
ATTUAZIONE DELLA LIBERA CREATIVITÀ DELLO SPIRITO” J.Maritain.
La formula, ormai collaudata dalle passate
esperienze, prevedeva una prima fase di circa tre mesi di lavoro da parte delle
classi interessate, una seconda fase che culminava nell’esposizione dei lavori presentata
a Mons. di Molfetta in qualità di esperto, presenti le autorità scolastiche e i
docenti, una terza fase di ascolto della sua LECTIO MAGISTRALIS.
Il Vescovo ha illustrato con competenza e chiarezza
il rapporto “Poesia e Teologia”, partendo dalla natura stessa della poesia che
comporta l’ex-stasis della mente verso Il Mysterium, fascinosum,
numinosum, richiamando i misteri dell’antica Grecia e soffermandosi in
particolare sulla poesia del Salterio, che la liturgia ha assunto in
pieno nella sua cristologizzazione: “Christus iste cantor psalmorum” (Agostino).
Citando, poi, il teologo della via pulchritudinis Von Balthasar il
Vescovo ha ribadito il concetto della profonda correlazione tra ispirazione
poetica e “religioso”.
Un salto estatico nella bellezza armonica della
poesia e della fede!
Una lectio, insomma, che ha destato stupore in un centinaio di giovani interessati all’approfondimento di idee e realtà non sempre messi in luce dai testi specifici della scuola.
Una lectio, insomma, che ha destato stupore in un centinaio di giovani interessati all’approfondimento di idee e realtà non sempre messi in luce dai testi specifici della scuola.
Tale esperienza ha fatto
riflettere un po’ tutti, specialmente gli addetti ai lavori.
Occorre rivedere la
comunicazione, dire le cose di sempre, cioè, in un modo diverso, più alla
portata del codice linguistico dei nuovi adolescenti, utilizzando attività di
tipo laboratoriale che consente agli stessi di essere protagonisti di una
cultura significativa per la loro maturazione umana e sociale!
Nel saluto che gli studenti
hanno rivolto al Vescovo hanno sottolineato, attraverso il nome di AREOPAGO
dato al progetto, l’apprezzamento per l’approccio metodologico inter e ultra
disciplinare attuato nello studio della religione cattolica tra i banchi
scolastici,sulla scia dell’Apostolo Paolo nel famoso discorso all’Areopago di
Atene.
Rocco
Solomita