lunedì 8 novembre 2010
NELLE INDICAZIONI MINISTERIALI DELLA SCUOLA ITALIANA”
Perchè tanta insistenza su questo tema? Scarica lo schema della relazione
lunedì 4 ottobre 2010
Bulgaria/ Migliaia in piazza per ora di religione obbligatoria.
Leggere tutto ...
giovedì 30 settembre 2010
Sono grato al bravissimo collega Luca Paolini per i materiali messi a nostra disposizione!
domenica 12 settembre 2010
2. Insegnerò per favorire in ogni modo possibile la meraviglia per il mondo che è innata nei miei alunni. Insegnerò per essere superato da loro. Il giorno in cui non ci riuscirò più cederò il mio posto ad uno di loro.
3. Insegnerò mediante la dimostrazione e l'esempio, il riconoscimento dei miei errori illuminerà il mio percorso.
4. Accompagnerò i miei alunni alla scoperta della realtà che li circonda, assecondando e stimolando in ognuno di loro la curiosità e la ricerca, le domande e la passione.
5. Non potendo trasmettere ai miei studenti la verità, mi adoprerò affinché vivano cercandola.
6. Incoraggerò nei miei studenti l’impegno e la volontà di migliorarsi costantemente e di non rassegnarsi mai di fronte alle difficoltà. Io stesso provvederò a formarmi e aggiornarmi continuamente.
7. Farò in modo che la scuola sia il mondo, e non un carcere.
8. Non trasmetterò ai miei studenti saperi rigidi e preconfezionati. La mia visione del mondo mi guiderà, ma non sarà mai legge per loro. Il dubbio e la critica saranno i pilastri della mia azione educativa.
9. Promuoverò lo studio per la vita e contrasterò lo studio per il voto.
10. Raccoglierò elementi di valutazione, rifiutando approcci semplicistici e meccanici che non tengano conto delle situazioni di partenza, dei progressi, dell’impegno e della crescita complessiva del singolo alunno.
11. Lotterò affinchè la scuola sia la scuola di tutti, la scuola in cui ogni studente possa apprendere seguendo tempi e tragitti individuali. Farò in modo che i miei studenti mi scelgano e non mi subiscano.
12. Aiuterò i miei alunni a illuminare il futuro leggendo il passato e vivendo in pienezza il presente. Li aiuterò a stare nel mondo così com'è, ma non a subirlo lasciandolo così com'è.
13. Resterò fedele a questi punti in ogni momento della mia azione educativa, pronto ad affrontare e superare tutti gli ostacoli formali e burocratici che si presenteranno sulla mia strada.
da: http://www.manifestoinsegnanti.it/
mercoledì 1 settembre 2010
Imperia: due ragazzi dell'Ipsia rimandati a settembre in Religione. Oggi hanno sostenuto l'esame
"Franco Battiato in una sua famosa canzone considerava l’ora di religione (e anche quella di ginnastica) presso l’istituto magistrale da lui frequentato un momento per fare le serenate alle proprie compagne. Era l’ inizio degli anni Ottanta e i due quindicenni che stamattina (caso più unico che raro) hanno sostenuto l’esame di riparazione nella materia religione non erano neppure nati. I due giovanissimi per la verità non frequentano nemmeno le magistrali ma l’Ipsia “Marconi” del capoluogo (1° B meccanici) e durante le lezioni non si prodigavano in serenate alle loro compagne di scuola, ma, semplicemente, facevano ammattire il docente di religione, il professor Gianluigi Gemma (foto sopra). Morale della favola, come si diceva una volta, sono stati “rimandati” a settembre con tanto di esame di riparazione da sostenere oggi . Jacopo Damonte vicepreside ... si dimostra inflessibile nel commentare la circostanza:“La scuola ha posto regole ben precise in merito. C’è la possibilità di non seguire le lezioni di religione cattolica, ma una volta che si è deciso di frequentarle è una materia come tutte le altre. Bisogna rispettare gli orari, stare attenti e applicarsi, altrimenti scattano le sanzioni come è accaduto in questo caso. Il professore ha esercitato il suo diritto di dare loro una insufficienza e il consiglio di classe ha deciso di rimandarli”. “Non voglio spingermi a dire – prosegue Damonte – che si sia trattato di un atto di coraggio da parte del docente, però è anche vero che questo non è il modo migliore per accattivarsi le simpatie dei ragazzi. Sicuramente i due che sono stati rimandati non la sceglieranno più il prossimo anno come altri appena si spargerà la voce e le sue ore, quindi, rischiano di assottigliarsi pericolosamente”. All’Ipsia di Imperia, infatti, dove è alta la percentuale di studenti extracomunitari di religiosa islamica, solo circa il 30% dei nuovi iscritti sceglie di seguire il corso di religione. “I non frequentanti – conclude Damonte – sono obbligati comunque a partecipare a lezioni alternative, ma chi opta per religione deve tenere un comportamento corretto nei confronti del docente, ma anche, e parlo da uomo di sinistra, verso i contenuti della materia, che sono più attuali che mai, dati i conflitti religiosi che stanno sconvolgendo di questi tempi il mondo intero”.
Gianluigi Gemma è professore di religione dal 1992 e da quattro anni insegna all’Ipsia di Imperia.
"...Professore le pare bello aver obbligato due ragazzi a passare l’estate sui libri di religione?"
"Beh – risponde Gemma - hanno dovuto portare il programma, le religioni monoteiste, politeiste, Abramo, Mosè, l’inizio della storia biblica fino alla conquista del Regno”.
"Come mai si è dovuti arrivare a questa decisone estrema, mi permetta, un cattolico non dovrebbe… perdonare?"
“In quella classe solo una dozzina di ragazzi avevano scelto a inizio anno di fare religione e quando se ne sono accorti, forse pentiti, hanno pensato bene di fare il possibile per boicottare le lezioni. Con quasi tutti poi si è arrivati ad un compromesso, ma con i due ragazzi che sono stati rimandati no, e, quindi, su mia proposta, il consiglio di classe ha votato per rimandarli a settembre. Diciamo che abbiamo usato finchè abbiamo potuto la carota, poi abbiamo adottato il bastone”....
Fonte: http://www.sanremonews.it/2010/08/31
domenica 1 agosto 2010
- 2010
- USR Nota 3461 dell'8-03-2010: iscrizioni alla scuola secondaria di II grado. Precisazioni in merito
- Nota MIUR 1562 del 2-03-2010: Chiarimenti su questiti relativi alle attività alternative
- C.M. 17 del 18-02-10: Iscrizioni scuole secondarie di II grado anno 2010/11
- Nota MIUR 427 del 21-01-10: Chiarimenti su attività alternative
- C.M. 4 del 15-01-2010: Iscrizioni Infanzia e primo ciclo anno 2010/11
- consiglio_di_stato_-_sentenza_n_2749-2010 .. .... Continua
sabato 28 novembre 2009
La Chiesa che è in Italia, consapevole che la scuola è luogo imprescindibile di formazione della persona nella dimensione individuale e sociale, ne segue con attenzione e partecipazione gli sforzi, condividendo le ansie di quanti si adoperano attivamente nel compito educativo. Essa si fa “compagna di viaggio”, dei genitori, dei docenti e degli studenti, cooperando – nelle modalità che le sono proprie – all’educazione integrale delle giovani generazioni.
In particolare, con l’insegnamento della religione cattolica, propone all’interno dell’offerta formativa l’orizzonte di valori provenienti dal ricco patrimonio del cristianesimo, che segna profondamente la cultura occidentale, declinandosi in Italia soprattutto nella forma cattolica. I grandi valori universali della dignità della persona, della pace e della giustizia, le molteplici espressioni dell’arte, della musica e della letteratura, delle feste, degli usi e costumi costituiscono la trama organica della nostra civiltà e resterebbero incomprensibili, se disancorati dalla radice cristiana che li ha generati e dalla figura e dall’opera di Gesù Cristo, che ne è il fondamento. Il Santo Padre Benedetto XVI ci ha ricordato che “grazie all’insegnamento della religione cattolica, la scuola e la società si arricchiscono di veri laboratori di cultura e di umanità, nei quali, decifrando l’apporto significativo del cristianesimo, si abilita la persona a scoprire il bene e a crescere nella responsabilità, a ricercare il confronto ed a raffinare il senso critico, ad attingere dai doni del passato per meglio comprendere il presente e proiettarsi consapevolmente verso il futuro” (Discorso ai partecipanti all’incontro degli insegnanti di religione cattolica, Roma, 25 aprile 2009).
Sono queste le ragioni che ci inducono a invitare genitori e studenti a scegliere l’insegnamento della religione cattolica, preziosa opportunità culturale che consente anche di confrontarsi con maggiore consapevolezza con altre realtà culturali e religiose presenti oggi nelle nostre città. Esso contribuisce a caratterizzare la scuola come occasione di formazione umana e civile, intessuta nelle dimensioni dello spirito e dell’esperienza religiosa. L’insegnamento della religione cattolica, come disciplina scolastica specifica, muovendo dai grandi interrogativi esistenziali e dal patrimonio storico della cultura italiana, promuove infatti la riflessione sul senso ultimo della vita e apre al confronto con le altre istanze religiose, facendo conoscere l’originalità della risposta religiosa cristiana, senza precludersi al confronto con altri sistemi di significato.
L’esperienza di tanti insegnanti di religione, ai quali va la nostra sincera riconoscenza, testimonia che questo obiettivo è perseguibile. Di ciò è prova anche l’alto livello di adesione da parte di famiglie e studenti provenienti da altri paesi e culture: il dialogo e l’amicizia nata sui banchi di scuola fanno ben sperare quanto al superamento di pregiudizi e incomprensioni che minerebbero le basi della convivenza sociale.
Nel 2009 l’insegnamento della religione cattolica è stato scelto dal 91% delle famiglie e degli alunni della scuola pubblica. Il dato sale al 91,7 %, se si tiene conto anche di quanti frequentano scuole di ispirazione cattolica. Si tratta di un risultato lusinghiero, che attesta la validità della proposta, confermando nel loro proposito quanti hanno deciso di avvalersi di tale insegnamento e provocando positivamente coloro che sono chiamati a sceglierlo per il prossimo anno scolastico.
Roma, 13 novembre 2009
lunedì 9 novembre 2009
Effetto valanga. Col croficisso via anche le chiese, Bach, Leonardo da Vinci…
Ecco qui di seguito come se ne è discusso in un consiglio d’istituto di un non precisato liceo romano. I personaggi:
P: preside,
PA: professore di storia dell’arte,
PM: professore di musica,
PF: professore di filosofia.
*
P: Oggi è venuta a trovarmi la madre di un allievo, un po’ agitata. Mi ha detto che si rifiuta di mandare il figlio a visitare la piazza e la basilica di San Pietro la prossima settimana. Ha sentito della sentenza della corte europea dei diritti dell’uomo sul crocifisso e sostiene che questa visita sarebbe un condizionamento religioso emotivamente troppo forte per un quindicenne.
PA: Me se devo dare il compito in classe sul Bernini!
P: Io però non voglio prendermi esposti, denunce, eccetera. Ho già troppe gatte da pelare!
PA: Ho capito, ma allora dove li porto i ragazzi? Al Pantheon?
P: Magari. E insisti sul fatto che è una prodigiosa dimostrazione del genio architettonico dei romani.
PA: È vero, ma devo pure far cogliere i motivi di continuità con i successivi sviluppi cristiani, dovrò pure dire che nel VII secolo il Pantheon è stato trasformato in una chiesa, Santa Maria ad Martyres.
P: Ci risiamo! Voglio una visita neutrale, non religiosa!
PA: Ma che significa? Qui tutto ricorda il cristianesimo! Allora stiamocene chiusi in aula e lasciamo perdere! E poi i ragazzi avranno pure diritto a essere istruiti, a sapere.
P: Ma il diritto di chi non vuole subire la non richiesta ostensione di simboli religiosi prevale.
PA: Ah sì? E perché non se ne sta a casa lui, allora?
P: Collega, ma cosa dici? Un diritto è un diritto!
PM (interrompe con ansia): Scusami, preside, ma io domani farò ascoltare Bach: la Messa in si minore.
P: Mamma mia, per carità!
PM: Come “per carità”? È un capolavoro sommo!
P: Ma è una Messa!
PM: E che significa? L’sutore non era neppure cattolico!
P: Era protestante. Sempre cristiano era. Scegli qualcosa di più tranquillo, vai sul Novecento, a Stravinskij.
PM: Bene. Farò ascoltare “Sinfonia di Salmi”.
P: Ma sei un fissato! Metti la “Sagra della primavera”, quella sì, è sufficientemente pagana, non disturba nessuno, ci si può fare pure una lezione di antropologia culturale. E comunque, se proprio devi fare un po’ di Bach, non insistere troppo sul cristianesimo.
PM: Ma se scriveva “Soli Deo Gloria” in calce alle sue composizioni!
P: Ma mica siamo al Conservatorio, che importa agli allievi di questi dettagli?
PM: Pensa che volevamo fare col collega di filosofia un’ora interdisciplinare sull’estetica nel pensiero religioso del Novecento, sull’influsso di Bach e Mozart su von Balthasar e…
P (irato): Ma siamo matti! La teologia si fa nell’ora di religione per chi la chiede, e basta! Mi vuoi rovinare?
PF: Preside, ma cosa dici! Posso parlar bene di Agostino, o no?
P: Ma sì, digli che ad Agostino tutto il pensiero moderno deve molto, anche l’ermeneutica, la fenomenologia…
PF: Però non posso dire che era cristiano?
P: Accennalo appena.
PF: Ma che accenno e accenno! Secondo te le “Confessioni” sarebbero state scritte se l’autore non si fosse convertito al cristianesimo? E poi scusa, quando parlo del concetto di persona in filosofia, come evito un accenno al dogma della Trinità e ai primi concili ecumenici? Non esisterebbe il concetto di persona senza…
P: No e poi no! Questo è catechismo! Prudenza ci vuole…
PF: Ma se persino Benedetto Croce….
P: Basta! Colleghi, dobbiamo capire che viviamo in una società multiculturale, dobbiamo rispettare le diversità, non possiamo pretendere…
PA: Ma abbiamo pure il dovere di istruire, di far conoscere. Se gli allievi guardano il Cenacolo di Leonardo, mica gli possiamo dire che era una cena qualunque tra amici!
P: Ma che esempi mi fai? Qualcosa va detto loro, ma con prudenza, con neutralità…
PA: Ma a me il Cenacolo piace tanto, mi appassiona…
P: Troppa passione nell’insegnamento non va bene. Ci vuole anche un po’ di neutralità emotiva.
PF: E allora mettiamoci un automa, sulla cattedra, e cambiamo mestiere! Ma poi, senti, non sarebbe molto più interessante far capire la grandezza filosofica di san Tommaso collegandolo al pensiero musulmano, ad Avicenna… Non cancelliamo né l’uno né l’altro, li studiamo entrambi.
P: Ma ci sono anche gli atei, gli agnostici…
PF: Ma anche loro dove vivono? Se vivono in mezzo a noi, è giusto che conoscano, che vedano le mille chiese nelle strade di Roma, che rappresentano la città, o dobbiamo demolire pure quelle? Quelle non sono per nulla neutrali!
P: Colleghi, sono sfinito. Aggiorniamoci a domani. Magari la notte ci porterà consiglio…
(Dialogo messo per iscritto da Francesco Arzillo, Roma, 4 novembre 2009).
lunedì 26 ottobre 2009

Perché diciamo NO all’ora di religione islamica
Da parte di alcuni esponenti politici, compreso un Vice-Ministro, è stata avanzata la proposta di istituire un’ora di insegnamento di religione musulmana facoltativo per gli studenti che non si avvalgono dell’ora di religione cattolica. Nonostante il contesto estemporaneo in cui la proposta è stata formulata, l’AESPI ritiene opportuno dissipare ogni equivoco e manifestare tempestivamente la più decisa e motivata contrarietà al riguardo. Infatti, in primo luogo è doveroso chiedersi perché privilegiare la religione islamica e non quella ortodossa, o geovista, o buddhista: gli Ortodossi sono in Italia mezzo milione, i Testimoni di Geova quattrocentomila, mentre è difficile dire, del milione circa di immigrati da paesi a maggioranza islamica quanti siano legati realmente alla pratica di questa religione. Se dovessimo garantire a ogni alunno che vive in Italia la possibilità di studiare a scuola la propria religione (il cui insegnamento è in ogni caso libero, fuori dalla scuola) non si finirebbe più e ne risulterebbe una Babele. Ancor più, però, dobbiamo porci il problema di chi potrebbe gestire l’ora di religione islamica: infatti non esiste un interlocutore islamico unico e rappresentativo: chi scegliere tra sunniti, sciiti, halawiti, confraternite sufi, e così seguitando? E all’interno dei diversi gruppi, a chi far riferimento, in assenza di una gerarchia costituita? Chi ha il minimo indispensabile di conoscenze sull’argomento deve riconoscere che l’insipiente proposta si rivela di impossibile attuazione. Inoltre si potrebbe anche correre il rischio di allevare una scuola di terrorismo fondamentalista finanziata dallo Stato. I promotori della proposta, cullandosi nell’illusione di un «Islam moderato», pensano forse che esistano schiere di intellettuali musulmani «laici, pluralisti, democratici», pronti ad affrontare concorsi per cattedre di Islam «corretto»? L’AESPI, infine, conclude , ricordando che la Religione Cattolica, che viene insegnata per effetto del Concordato (recepito dalla Costituzione), è parte integrante della tradizione e della storia italiane, e quindi la sua conoscenza, e non quella di altre religioni, è condizione indispensabile per comprendere la nostra cultura. Per l’AESPI: Il Presidente, Prof. Angelo Ruggiero Milano, 22 ottobre 2009
Fonte:http://www.edscuola.it/
domenica 25 ottobre 2009
giovedì 15 ottobre 2009
mercoledì 9 settembre 2009
CONGREGAZIONE PER L'EDUCAZIONE CATTOLICA
LETTERA CIRCOLARE N. 520/2009
SULL'INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE NELLA SCUOLA
In sintesi
- La libertà religiosa è il fondamento e la garanzia della presenza dell’insegnamento della religione nello spazio pubblico scolastico.
- Una concezione antropologica aperta alla dimensione trascendentale ne è la condizione culturale.
- Nella scuola cattolica l’insegnamento della religione è caratteristica irrinunciabile del progetto educativo.
- L’insegnamento della religione è differente e complementare alla catechesi, in quanto è insegnamento scolastico che non richiede l’adesione di fede, ma trasmette le conoscenze sull’identità del cristianesimo e della vita cristiana. Inoltre, esso arricchisce la Chiesa e l’umanità di laboratori di cultura e umanità.
sabato 22 agosto 2009
Progetto interdisciplinare su San Paolo I seguenti lavori sono stati realizzati dagli alunni di quinta ginnasio ed esposti al Vescovo Mons. Felice di Molfetta il 4 aprile 2009, al termine di una lunga ricerca interdisciplinare.
I Viaggi
San Paolo e il mondo classico
Tratti della vita
San Paolo nell'arte
Teologia paolina
Dopo le polemiche sulla sentenza del Tar in materia di insegnamento della religione cattolica a scuola, arriva il regolamento del ministero della Pubblica istruzione che rende omogenea la valutazione in base alle leggi vigenti. E che dà il loro giusto posto ai docenti di religione. Leggi
Avvenire 21/08/2009






