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lunedì 11 ottobre 2010

LA RAGIONE SMARRITA
Sono tante le cose che non comprendo
di questa guerra
e così poche quelle che afferro.
Una sola mi sembra
abbastanza certa:
ogni guerra
è una guerra.
Ogni guerra
finisce per mangiarsi le sue ragioni
quand'anche fossero le migliori.
E continuo a pensare
che combattere il male
con altro male
non può, alla fine,
essere un bene.

Wim Wenders

martedì 25 maggio 2010

Sessualità e adolescenti: sguardi controcorrente.

Riprendiamo dal sito http://materialegrezzo.blogspot.com/ un video di Jason & Crystalina Evert che propongono, negli Stati Uniti, incontri di formazione alla sessualità ed all’affettività nelle scuole superiori e, da l’Osservatore Romano del 20 maggio 2010, un articolo di Carlo Bellieni sugli spazi dedicati da MTV alle adolescenti che hanno accettato di diventare madri. Entrambi offrono, a loro modo, uno sguardo diverso da quello corrente sullo straordinario mondo degli adolescenti.

Amore senza rimorso: un video di Jason & Crystalina Evert

Guardalo! 

 

lunedì 15 marzo 2010

Cervelli, a volte tornano 
Ma il saldo resta negativo
Fonte Avvenire

lunedì 15 febbraio 2010

Igor Mitoraj: pianto
A che punto è la notte dei giovani
di Enzo Bianchi
in “La Stampa” del 13 febbraio 2010
I luoghi comuni sui giovani ormai si sprecano, a cominciare dalla stessa definizione di una categoria di persone legata unicamente a una fascia di età fino a una cinquantina d'anni fa inesistente: una
serie di condizioni sociali e culturali faceva sì che non ci fosse «tempo per essere giovani», in quanto l'età di passaggio dall'adolescenza al mondo adulto era un brevissimo lasso di tempo. Eppure oggi si sente continuamente parlare di giovani, del loro «non essere più come quelli di una volta», delle loro attese e frustrazioni, del loro futuro. Anzi, proprio sul termine «futuro» un altro luogo comune rischia di portarci fuori strada nell'affrontare le problematiche giovanili: si sente ripetere che «i giovani sono il futuro della società (o della chiesa)», senza rendersi conto che questa affermazione da un lato tende a emarginalizzarli dal presente - come una sorta di difesa preventiva degli adulti che mantengono così la loro presa su un oggi di durata indefinita - e a ignorare che in realtà essi sono già «una parte del presente» della società, mentre dall'altro lato ignorapericolosamente il dato che più affligge oggi chi ha tra i venti e i trent'anni: la mancanza di speranzaper il futuro.
Tra gli aneliti più cocenti dei giovani, infatti, non vi è quello di «essere» il futuro di una determinata realtà sociale o ecclesiale, ma piuttosto di «avere» già ora un futuro verso cui tendere, un'attesa capace di dare senso al loro presente.
Per la chiesa poi, specie in Italia e in Europa, la questione «giovani» si fa particolarmente
preoccupante. Siamo di fronte alla Prima generazione incredula - come l'ha definita Armando
Matteo nella sua ottima riflessione su «il difficile rapporto tra i giovani e la fede» (Rubettino,
Soveria Mannelli, pp. 110, €10) - cioè a persone per le quali «nascere e diventare cristiano» non
sono più «eventi che accadono in modo sincrono», una generazione cui «nessuno ha narrato e
testimoniato la forza, la bellezza, la rilevanza umana della fede».
L'analisi di Matteo - assistente ecclesiastico nazionale della Fuci e come tale in costante contatto
con i giovani universitari - è lucida anche nel suo tratteggiare «quel senso di notte e quella notte di
senso» che attanaglia tanti giovani. Sono interrogativi - ma anche suggerimenti, intuizioni, proposte
da accogliere con gratitudine e approfondire con sapienza - che riguardano la chiesa intera e la sua
presenza nella società, oggi prima ancora che domani, la sua capacità di «umanizzare», di far
diventare l'essere umano più umano. Sono parole a volte sferzanti, dure da ascoltare, ma che ci
risvegliano a un'urgenza a volte percepita ma raramente assunta con serietà: la consapevolezza che
la fede, come la vita, la si trasmette da persona credibile a persona aperta alla possibilità di credere.
Si tratta di essere coscienti non solo di avere un patrimonio da trasmettere, ma anche del dover
rendere credibile e desiderabile l'eredità che si vuole lasciare a generazioni erroneamente definite
«che verranno»: esse in realtà sono già in mezzo a noi e da noi attendono segni di un passato verso
il quale essere grati, di presente aperto al domani, di un futuro possibile e che valga la pena di
essere vissuto, a partire da qui e ora.

lunedì 30 novembre 2009


Potrebbe essere lo sfogo di un padre qualunque.
La lettera che qui potete leggere, invece, è del direttore generale della Luiss.
Da la repubblica.it 
"Figlio mio, lascia questo Paese" 

Ethan Hawke e Winona Ryder in una scena del film Giovani, carini e disoccupati

martedì 13 ottobre 2009

LE VELINE

Quale grazia sarà mai se in un corpo così bello non c'è neppure un granello di sale? Lascio la verifica a qualche lettore che forse ha più di me una disponibilità di tempo: in un articolo trovo questa frase assegnata a Catullo, il celebre poeta latino veronese del I sec. a.C. i cui Carmi sono striati dalla passione amorosa per Lesbia, pseudonimo per indicare una nobildonna romana colta e bellissima che per un quindicennio travolse il poeta, miscelando in lui tutti i sentimenti, compreso anche quello dell'odio (famoso è il suo distico: «Odio e amo: perché fai questo? tu forse domandi. / Non lo so, ma sento che così avviene in me e ne sono torturato»). Sta di fatto che la citazione sembra calzare a pennello alla situazione odierna in cui impera il modello televisivo. Certo, il pensiero corre subito al fenomeno delle "veline", ove ciò che conta è soprattutto l'ostentazione sfacciata dell'esteriorità, cercando di convincere che dentro non c'è nulla e che questo è più che sufficiente per avere successo. Per fortuna non è sempre così: ne posso essere testimone, avendo talora parlato con queste ragazze "televisive", ridotte a un simile comportamento dalla loro vanità e dal meccanismo della comunicazione attuale, ma non per questo del tutto vane e vacue. Sta di fatto, però, che a furia di privilegiare l'apparire, le figure dalla pelle perfetta, si è perso il desiderio del «granello di sale», cioè di un'interiorità che è fatta di umanità, di pensiero, di sapienza. È per questo che le relazioni ai nostri giorni si sciolgono dopo pochi mesi: è un contatto di corpi, non un incontro di intelligenze, di sentimenti profondi, di anime. Non ci si deve stancare, allora, di riproporre il ritorno alla sostanza della vita, al cuore autentico della persona, al gusto della verità e dell'amore genuino.

da Mattutino di G. Ravasi


lunedì 1 giugno 2009


Ru486: il farmaco che uccide due volte

Si è svolto venerdì 29 maggio a Bologna presso la sede del Quartiere S. Stefano un incontro pubblico sul tema: "Ru486: il farmaco che uccide due volte".

"Dal dibattito è emerso che l'aborto chimico, oltre a far morire dei bambini innocenti, causa gravi danni anche alle mamme, che vengono traumatizzate per tutta la vita e possono anche morire.
A questo proposito sono state presentate alcune testimonianze in cui si è ribadito che "è un aborto lungo, rischioso, angosciante, doloroso". Il risvolto più agghiacciante di questo tipo di aborto è sul versante psichico, legato al maggior senso di colpa per la donna perché è lei che assume la pillola, all'ansia per un evento che si prolunga per settimane e da cui non si può tornare indietro, alla solitudine, allo sconvolgimento ormonale".
fonte: http://www.zenit.org/article-18465?l=italian

mercoledì 6 maggio 2009


CONFERENZA DEL PROF. U.GALIMBERTI,
(ovvero la fiera dell'ovvietà)


- " Il disagio giovanile non è nè di tipo esistenziale, nè psicologico, ma culturale!" (traduzione: non occorrono nè preti nè psicologi). - "Il nihilismo è là dove manca lo scopo, il perchè".

- E' forse la mancanza di senso?

- "
No, sarebbe meglio non usare questo termine, in quanto il bisogno di senso sarebbe il prodotto d'una cultura, quella giudaico-cristiana, di cui siamo rampolli". - "Il futuro non attrae i giovani, esso è indecifrabile!".

-
Non sarebbe opportuno indicar loro un percorso? dei valori?

-
"No, i valori sono un assoluto, non ci sono valori che scendono dal cielo! Gli antichi raccomandavano: conosci te stesso ed è da lì che bisogna partire!... Anzi bisogna partire dal sentimento; esso è una facoltà cognitiva: mi dice se una cosa è giusta o no! I processi di apprendimento passano attraverso i processi emotivi! I sentimenti vanno costruiti: L'educazione è: educazione al sentimento"...... Occorre rivedere il ruolo educativo della scuola"........

- Ma, allora che significato hanno parole come "stupore, bellezza, ordine, congruità, perfezione, trasparenza, esperienza, scoperta di cose nuove ...verità? non si trova qui la sorgente delle nostre emozioni e dei nostri sentimenti?

Ci sarebbe proprio da chiedersi: cui prodest?

Albert Einstein
diceva:
" La più bella sensazione è il lato misterioso della vita. È il sentimento profondo che si trova sempre nella culla dell'arte e della scienza pura. Chi non è più in grado di provare né stupore né sorpresa è, per così dire, morto; i suoi occhi sono spenti".
Alphonse de Lamartine
:"Il sentimento è la poesia dell'immaginazione".
Socrate
: "La meraviglia è un sentimento assolutamente tipico del filosofo. La filosofia non ha altra origine che questa".

domenica 22 marzo 2009




Il Dio che fa la differenza!












Riporto alcune frasi piene di ardore che il Papa ha rivolto ai giovani in Angola, guardando ai giovani di tutto il pianeta. L'intero discorso si può vedere in:
http://magisterobenedettoxvi.blogspot.com/

"Sì, miei cari amici! Dio fa la differenza… Di più! Dio ci fa differenti, ci fa nuovi....
può farsi nostro compagno nel presente, portando il libro dei nostri giorni nella sua mano: in essa sostiene fermamente il passato, con le sorgenti e le fondamenta del nostro essere; in essa custodisce gelosamente il futuro, lasciandoci intravedere l’alba più bella di tutta la nostra vita che da lui irradia, ossia la risurrezione in Dio".
Amici che mi ascoltate, il futuro è Dio. ..."
«Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me"...
Perciò non abbiate paura di prendere decisioni definitive...."
Non sarà che io, con una decisione definitiva, mi gioco la mia libertà e mi lego con le mie stesse mani?». Tali sono i dubbi che vi assalgono e l’attuale cultura individualistica e edonista li esaspera. Ma quando il giovane non si decide, corre il rischio di restare un eterno bambino!..."
Io vi dico: Coraggio! Osate decisioni definitive, perché in verità queste sono le sole che non distruggono la libertà, ma ne creano la giusta direzione, consentendo di andare avanti e di raggiungere qualcosa di grande nella vita..."

venerdì 20 marzo 2009




Cosa spinge un giovane di oggi a farsi prete o suora?

Prova a dare un'occhiata a queste due storie di vocazione davvero particolari.
Suor Anna, che prima di prendere i voti ballava nelle discoteche e don Marco, dal soprannome simbolico di don Spritz, conquistato sul campo dalla
sua attività di oratore nei luoghi di incontro dei ragazzi: i pub.

domenica 8 marzo 2009


A tutte le donne
Nel blog di Luigi Accattoli ho trovato questo appunto.
BEATE VOI CHE PIANGETE
“Una donna piange 47 volte all’anno, mentre un uomo solamente sette”: l’ho letto tre settimane addietro su Avvenire in uno speciale dell’inserto domenicale Agorà intitolato “Il segreto delle lacrime”. Lo dedico con un bacio alle donne del blog e l’accompagno con questa battuta di papa Wojtyla: “Appartiene al genio della donna anche il piangere”. Lo disse l’8 maggio 1994 dalla finestra del Gemelli. Nel film di Sidney Lumet Un’estranea tra noi (1992), ci sono queste due battute di una fidanzata, simili a quella del papa: “Dio conta le lacrime delle donne” e “Le donne capiscono il mondo meglio degli uomini e per questo piangono più spesso”. Il titolo del post riassume tutti questi spunti con riferimento a Luca 6, 21.