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lunedì 6 settembre 2010

venerdì 29 gennaio 2010

Mons. Crociata sull'aquivalenza tra criminalità e immigrazione:
“Le nostre statistiche dimostrano che la percentuale di criminalità tra italiani e stranieri è analoga se non identica. La considerazione di fondo, quando parliamo di immigrati, è quella – come ci ha ricordato il Papa – della dignità di ogni persona umana, che non può essere a priori oggetto di giudizio, quindi di pregiudizio e di discriminazione”.

mercoledì 6 gennaio 2010


Agrigento, il presepe è senza i Magi "Li hanno bloccati alla frontiera"

Fonte: la Repubblica

"E' stata un'iniziativa concordata con l'arcivescovo Francesco Montenegro - ha spiegato Valerio Landri - perché abbiamo ritenuto che si dovesse dare un segnale per far riflettere la comunità ecclesiale e civile. Pensiamoci bene: oggi Gesù Bambino, se volesse venire da noi, probabilmente sarebbe respinto alla frontiera. Non abbiamo inteso fare polemica politica, siamo consapevoli che è necessaria una regolamentazione del fenomeno, ma siamo convinti che bisogna anche comprendere il perché questa gente fugge dal suo paese e bisogna dunque pensare all'accoglienza". leggi


domenica 13 dicembre 2009

FARE POSTO


"Per me il Natale si riassume solo così: fare posto. Solo facendo posto dentro di noi - nella testa, nel cuore, nella vita - si può celebrare veramente questo giorno. Sono un missionario e da tanti anni emigrante. Insieme ai nostri emigranti che accompagno pastoralmente camminiamo tra tanti altri di differente nazionalità, cultura o religione. Ognuno è una storia diversa di accoglienza e di rifiuto.
Mi domando, a volte, se è possibile comprendere oggi il Natale senza farsi in qualche modo migrante... E questa domanda si fa gigantesca di fronte a un Dio nato in emigrazione, trasformatosi poco dopo in rifugiato, in un fuggiasco, in uno dei perseguitati della terra. Colui a cui tocca far posto alla paura, allo sradicamento, al rifiuto degli altri, come un marinaio in pieno tempesta senza punti di riferimento o di stabilità." continua... in Perfetta Letizia

venerdì 21 agosto 2009


Gli stranieri? Non sono ladri di lavoro
Un rapporto della Banca d'Italia smonta una delle tesi su cui si regge "l'ideologia padana": gli stranieri non rubano il lavoro agli italiani. Anzi: l'ondata migratoria ha aumentato le possibilità di lavoro degli italiani, oltre a sostenere la crescita demografica e il sistema previdenziale. Leggi

LA SHOAH DEI NOSTRI TEMPI

"L'Occidente a occhi chiusi" non ha voluto vedere il barcone degli eritrei dispersi in mare, come durante il nazismo nessuno vedeva i convogli piombati pieni di ebrei.leggi





lunedì 6 luglio 2009

Sicurezza e criminalizzazione dei migranti

Dopo l’approvazione della Camera dei Deputati, il 2 Luglio 2009 anche il Senato ha approvato, in via definitiva, il disegno di legge in materia di sicurezza pubblica che diventa, perciò, legge dello Stato. Fra le più gravi novità in materia di immigrazione troviamo l’introduzione del reato di ingresso e/o soggiorno illegale, l’obbligo di dimostrazione della regolarità del soggiorno ai fini dell'accesso ai servizi pubblici (matrimonio, registrazione della nascita, riconoscimento del figlio naturale). Ma anche l’obbligo di denuncia da parte dei pubblici ufficiali degli immigrati in situazione irregolare che si presentano agli sportelli, l’introduzione di un contributo tra 80 e 200 euro per ogni rilascio e rinnovo del permesso di soggiorno, il prolungamento fino a 180 giorni (invece dei 60 giorni precedenti) dei termini di trattenimento nei centri di identificazione ed espulsione e la punibilità (fino a 15 anni di carcere) di chi favorisce l'ingresso irregolare di immigrati e di chi affitta appartamenti agli immigrati irregolari (fino a 3 anni di carcere).

Con la nuova normativa gli stranieri che entrano (anche i possibili richiedenti asilo!) o soggiornano (anche quegli immigrati che, pur risiedendo e lavorando da anni in Italia, quando perdono il lavoro e non ne trovano un altro in sei mesi) in maniera irregolare (=senza i dovuti permessi) nel territorio dello Stato commettono il reato di “immigrazione clandestina”, punito con un’ammenda da 5 a 10 mila euro. Non è previsto l’arresto, ma i “clandestini” (vale a dire gli stranieri che commettono l’abominevole crimine di non aver documenti in ordine) sono sottoposti a processo immediato davanti al giudice di pace con espulsione per direttissima. L’introduzione del reato di “immigrazione clandestina”, nell’intenzione del governo, dovrebbe perciò rendere più facile l’espulsione degli immigrati “non desiderati” perché senza documenti.

Per politica e società gli immigrati in situazione irregolare sono tutti delinquenti

Si tratta di un pacchetto di misure che ignora, di fatto, i diritti umani, i trattati internazionali e la dignità della persona umana. Una legge che produrrà sofferenze e difficoltà agli immigrati che, già per il fatto di essere irregolari, si trovano in una situazione di precarietà. E con il reato di immigrazione irregolare si legittima, a livello istituzionale, una ormai diffusa e accettata criminalizzazione dei migranti: di tutti i migranti, non solo di quelli senza documenti.

Con la nuova legge, i bambini stranieri nati da genitori non regolarmente soggiornanti sul territorio e i bambini italiani nati da un genitore straniero non regolarmente soggiornante sul territorio non potranno più essere riconosciuti dal proprio genitore; una persona senza permesso di soggiorno non potrà più contrarre matrimonio nel territorio dello Stato, neanche in presenza di figli con cittadinanza italiana; gli adolescenti soli che provengono da altri Paesi non potranno più avere la sicurezza di continuare il percorso di vita iniziato in Italia, una volta divenuti maggiorenni.

Inoltre, l’obbligo di denuncia dei migranti in situazione irregolare da parte dei pubblici ufficiali, sarà carico di nefaste conseguenze: i migranti ed i loro familiari, per timore di essere denunciati, si sottrarranno al contatto con tutti i servizi pubblici, tra cui l’accesso alle cure mediche e all’istruzione, la possibilità di registrare i figli alla nascita, di contrarre matrimonio, di denunciare alla polizia i reati subiti.

Ora, anche se il 76% dei partecipanti al sondaggio quotidiano di Sky Tg24 considera “a pelle” il reato di clandestinità come la norma più utile della nuova legge (probabilmente è questa l’unica voce ascoltata dal governo in tema d’immigrazione), non si può tacere il fatto che l’introduzione del reato di immigrazione clandestina è una misura sproporzionata che finirà per ingolfare il sistema giudiziario e carcerario e spingerà sempre più gli immigrati senza permessi a delinquere.

In una società civile, è normale che gli immigrati (come ogni persona) che delinquono siano puniti in maniera proporzionale ai loro delitti, ma non si può, però, sostenere (anche a campagna elettorale finita) che il problema della sicurezza dipende solo dall'immigrazione irregolare.

In Italia ci sono numerosi immigrati irregolari (di cui 400 mila badanti) che lavorano nelle famiglie come colf, badanti, nell'agricoltura, nell'edilizia e nelle piccole e medie imprese che non possiamo chiamare delinquenti, ma che lo diventeranno con l’introduzione del reato di clandestinità.

Più del 70% delle 31.200 domande d’asilo presentate nel 2008 in Italia provengono da persone sbarcate, in maniera irregolare, sulle coste meridionali del Paese; circa il 75% dei 36.952 migranti sbarcati irregolarmente sulle coste italiane nel 2008 ha presentato domanda d’asilo; il tasso di riconoscimento di protezione (status di rifugiato o protezione sussidiaria/umanitaria) delle persone arrivate irregolarmente via mare è stato del 50% nel 2008. Sono questi una buona parte d’immigrati irregolari ritenuti pericolosi delinquenti di cui sbarazzarsi sia con i respingimenti in mare che con le espulsioni immediate.

Inoltre, con il reato d'immigrazione clandestina, dovrebbero finire in carcere per favoreggiamento anche centinaia di migliaia di cittadini, italiani e non, che hanno badanti o lavoratori immigrati non regolari…

Il “generico” reato di immigrazione clandestina non è sostenibile giuridicamente. Infatti, con il reato di immigrazione clandestina si fa diventare reato la semplice condizione personale di essere straniero, in contrasto con quanto la Costituzione stabilisce in materia di eguaglianza. La Corte costituzionale ha già ribadito che solo una condotta che lede beni costituzionalmente garantiti può giustificare il ricorso alla sanzione penale. E’ reato, infatti, non la mera clandestinità dello straniero, ma una clandestinità accompagnata da elementi oggettivi, accertati dal giudice, da cui risulti una pericolosità sociale, senza dimenticare, però che la sola povertà non è sinonimo di criminalità.

Chi è l’immigrato “clandestino”?

Non è un criminale a-priori, come si sostiene spudoratamente. Le persone che la nuova normativa sulla “sicurezza” si vogliono tenere lontane dall’Italia fuggono, nella maggior parte dei casi, dalla povertà, da guerre e persecuzioni. E non sarà certo il reato di “immigrazione clandestina” a fermarle.

Migrare non è un crimine. E’ invece criminale un sistema economico-finanziario mondiale (l’11% della popolazione mondiale consuma l’88% delle risorse) che forza la gente a fuggire dalla propria terra per sopravvivere e che quando raggiungono l’Italia sono sistematicamente criminalizzati.

La povertà non è reato. La logica della legge sulla “sicurezza” trasforma, invece, il diverso (il povero) in nemico e pone sullo stesso piano chi fugge dalla fame, dalla miseria e dalla guerra e chi, invece, viene in Italia per delinquere.

Molti (anche cristiani) invocano leggi speciali contro gli immigrati per avere maggiore sicurezza. Assecondare, però, tali istinti primari che si fondano sulla convinzione per cui “mors tua, vita mea” significa spesso minimizzare o giustificare atteggiamenti razzisti e xenofobi. C’è, invece, bisogno di capacità di mediazione e di educazione alla convivenza da parte di sindaci, istituzioni, organizzazioni sociali, chiese. Infatti, quando si limitano o negano i diritti e le garanzie di alcuni, minore è la libertà e la sicurezza per tutti.

E nel lungo e faticoso cammino di difesa dei diritti umani, non è un buon segnale, né per le comunità cristiane né per gli immigrati, assistere al gioco di smarcamento tra i diversi organismi ecclesiali: se le dichiarazioni in favore dei migranti e contro una certa politica repressiva da parte dei responsabili del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e Itineranti sono sistematicamente smentite dal portavoce della Santa Sede, ci si chiede a cosa servano tali organismi se non a fare sorridere ironicamente i politici del centro-destra.
Lorenzo Prencipe, scalabriniano, Presidente del Centro Studi Emigrazione di Roma

Io, italiano e cristiano, mi vergogno del pacchetto sicurezza

di Alex Zanotelli

venerdì 5 giugno 2009


Non vogliamo essere tra i complici di questo furto!
Non accettiamo e mai accetteremo che questo paese continui a rubare vite e futuro alle storie di migliaia di migranti.

Noi missionari abbiamo visto il mondo dall'altra sponda del Mediterraneo e ci è stato donato di udire e toccare speranze e miserie. Di queste ultime le cause sono spesso da rintracciare in questa sponda del mare.

Lo sfruttamento delle risorse, la produzione e vendita di armi, l'iniquità del sistema economico e gli interessi politici dei potenti, congiurano per creare le condizioni dell'impoverimento dei popoli.

Per questo ci tradiremmo se passassimo sotto silenzio quanto sta accadendo nel nostro paese.

In lettere precedenti abbiamo avuto modo di denunciare le derive democratiche e i meccanismi di esclusione che colpiscono le fasce più vulnerabili della nostra società. Tra queste hanno per noi particolare eloquenza i migranti, specialmente coloro di origine africana.

Denunciavamo il "virus"che ha seriamente infettato lo sguardo e lo spirito di porzioni significative della nostra società italiana. Ciò ha stravolto la complessità del fenomeno migratorio costituito da persone che chiedono di costruire un altro futuro. Ribadiamo che il processo migratorio non può e non deve essere contrabbandato come problema di ordine pubblico e dunque inserito nell'ambiguità del fuorviante discorso sulla sicurezza.

Riteniamo che sia un grave crimine rubare la dignità e la storia di chi, come i migranti, incarna la speranza in un futuro differente per tutti. Essi ci troveranno sempre e comunque dalla loro parte per scrivere con loro una storia per tutti.

Ogni volto che incontriamo è anche il racconto del nostro cammino come singoli e come società.In realtà i migranti raccontano di noi e del nostro mondo! L'unico libro quindi che dovremmo scrivere è quello dell'ospitalità ricevuta gratuitamente e ora in dovere di donarla a piene mani.

La lettera vera è quella che la gente ha scritto in noi, missionari migranti in Africa ed altrove. Siamo stati "scritti" dai volti e dalle storie che qui da noi, da tempo ormai, vengono spesso respinte».

...Tu non sai niente di me

Né da dove vengo

Né perché mi trovo nella tua patria...

(Nemàt Mirzazah, poeta esule iraniano)

... Sopra il cuore

firmano le genti un patto eterno

di pace e fraternità...

(Jorge Carrera Androade)

fonte:http://www.nigrizia.com

sabato 23 maggio 2009

Il cardinale Tettamanzi: «Non cè futuro senza solidarietà»

Dalla semplicità dell'uomo di Dio è indicato un percorso che permette all'uomo

di fare un salto verso un tipo di società più accogliente.

giovedì 21 maggio 2009


Voi non sapete cosa è la fame!
Non l’avete mai provata. Ma un giorno ad una bambina che aveva la sofferenza della fame sul viso, le fu dato un pezzo di pane e vedendola mangiare briciola per briciola, una alla volta le fu detto … mangia, mangia il pane … e lei guardando rispose: … ho paura che quando il pane sarà finito, avrò di nuovo fame.


da
/aenimale.splinder.com/

L'ORA DEI POVERI

"
Dicono tutti che è l'ora dei poveri, sotto nomi diversi di "povera gente", "massa lavoratrice", "proletariato". Di quest'ora che mi fa pensare all'evangelico "è giunto il momento, ed è questo" (Giovanni, 4, 23), nessuno se ne rallegra al pari di un prete, che, nonostante il "si dice", con la povera gente vive veramente gomito a gomito in campagna e alla periferia, e vede come tira e quanto patisce: ma non vorrei che un giorno i poveri, arcistufi di tante e sviscerate concorrenti dichiarazioni di amore, dicessero a questi e a quelli: "vogliateci un po' meno bene e trattateci un po' meglio". L'allarme è (...) per timore di un possibile baratto - purtroppo già in atto un po' ovunque - tra una "primogenitura e un piatto di lenticchie" (cfr. Genesi, 25, 29ss.). don Primo Mazzolari
foto da: aenimale.splinder.com/
"In Cristo NON C'E Più giudeo Né Greco, NON C'E Più Schiavo Libero NE, NON C'E Più Né maschio femmina" (Gal 3,28)
E vai, vai leggero Dietro Il Sole e il vento,
e canta.
Vai di Paese in Paese e Saluta, "tutti" Saluta:
Il Nero, L'Olivastro e perfino il bianco.
Che "tutti" i PAESI
SI contendano di averti Generato
(David M. Turoldo)

martedì 12 maggio 2009


NON PASSA LO STRANIERO!

Un conto è arginare gli ingressi e la presenza illegale degli stranieri sul territorio nazionale e un altro è alzare un muro generalizzato contro tutti.
Un conto è definire una politica dell'immigrazione e un altro conto è respingere in modo così indiscriminato da ledere di fatto il principio del diritto di asilo del nostro paese, costituzionalmente garantito.
E' una brutta faccenda questa dei respingimenti in mare promossa dall'Italia in collaborazione con la Libia.
E' una brutta faccenda perchè il nostro paese ha di fatto scelto di non occuparsi minimamente delle condizioni con le quali i migranti respinti vengono "accolti" in Libia.

E' davvero una brutta storia!
Fonte: http://www.korazym.org

sabato 9 maggio 2009


"Ho eseguito gli ordini ma mi vergogno. Quei disperati ci chiedevano aiuto"
Parlano i militari delle motovedette italiane - quella della Guardia di Finanza, la "Gf 106" e quella della Capitaneria di porto, la "Cpp 282" - appena rientrati dalla missione rimpatrio. Sono stati loro a riportare in Libia oltre 200 extracomunitari, tra i quali 40 donne (3 incinte) e 3 bambini, dopo averli soccorsi mercoledì scorso nel Canale di Sicilia. "È l'ordine più infame che abbia mai eseguito. Non ci ho dormito, al solo pensiero di quei disgraziati", dice uno degli esecutori del "respingimento". "Dopo aver capito di essere stati riportati in Libia - aggiunge - ci urlavano: "Fratelli aiutateci". Ma non potevamo fare nulla, gli ordini erano quelli di accompagnarli in Libia e l'abbiamo fatto. Non racconterò ai miei figli quello che ho fatto, me ne vergogno".

venerdì 13 marzo 2009


"Non molesterai il forestiero
né lo opprimerai

perché voi siete stati forestieri
in terra di Egitto”

(Esodo, 22,20)

".... Noi missionari/e sentiamo il dovere di reagire e protestare contro la strage in atto nel Mediterraneo e le leggi razziste contro gli immigrati che arrivano sulle nostre coste. È una tragedia questa, che non ci può lasciare indifferenti: migliaia e migliaia di africani che tentano di attraversare il Mare nostrum per arrivare nell’agognato "Eden". Un viaggio che spesso si conclude tragicamente. Dal 2002 al 2008 sono morti, in maggioranza scomparsi in mare, 42 mila persone, secondo la ricerca condotta a Lampedusa da Giampaolo Visetti, giornalista di La Repubblica. Trecento persone al giorno! Il più grande massacro europeo dopo la II Guerra Mondiale che si consuma sotto i nostri occhi..."